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Sportello antiviolenza
Lunedì pomeriggio 15,30/17,30
Giovedì mattina 9,30/12,30
Piazza Armerina (EN)

Sportello: 0935 982436

Numero verde antiviolenza:
1522
Mobile H24:
320 94 40 262

30
Set


L'Associazione DONNEINSIEME - SANDRA CRESCIMANNO presenta il III° corso di formazione di base per Operatrici di Centri Antiviolenza, che si terrà a Piazza Armerina, presso l'ex Convento di S. Anna, da sabato 19 Ottobre a sabato 30 novembre 2013 (escluso sabato 2 novembre).

Gli argomenti trattati durante il corso di formazione saranno:

- Conoscenza del fenomeno della violenza di genere e dei Centri Antiviolenza;
- Metodologia di accoglienza alle donne e alle minori che subiscono violenza;
- I principi dell’aiuto alle vittime;
- La violenza assistita;
- Il lavoro di rete;
- La casa rifugio;
- Aspetti legali e giuridici: normative e procedure;
- La promozione, la formazione, la comunicazione e la sensibilizzazione al fenomeno della violenza.

Chi volesse partecipare al corso deve inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  allegando la domanda di partecipazione (scaricabile in allegato, qui sotto) debitamente compilata, il proprio curriculum vitae ed una breve lettera motivazionale entro e non oltre il 30 settembre.

L'offerta di formazione completa avrà il costo di 80 euro da pagare, dopo la pubblicazione della graduatoria, tramite bonifico bancario intestato a: Associazione "DonneInsieme - Sandra Crescimanno" Iban IT11 Y033 5901 6001 0000 0069 111 o direttamente in contanti il primo giorno del corso.

L'Ordine degli Avvocati di Enna rilascerà tre crediti (3) alle corsiste che riceveranno l'attestato.


N.B. Le domande incomplete verranno automaticamente escluse.

 

26
Gen

  

Sabato 26 gennaio l’associazione “DonneInsieme - Sandra Crescimanno”, impegnata da anni nella sensibilizzazione al fenomeno della violenza di genere nel territorio ennese, ha incontrato il Sindaco del Comune di Barrafranca.
Erano presenti all’incontro, oltre ad alcune volontarie dell’associazione antiviolenza, l'assessore alle politiche sociali, Dott.ssa S. Ingala, la dottoressa A. Schirò, responsabile di settore dei Servizi Sociali di Barrafranca, il maresciallo Giordano, in rappresentanza dell’arma dei Carabinieri e il comandante della Polizia Municipale, dott.ssa M. Costa.

Il Sindaco, avv. Salvatore Lupo, ha espresso la ferma volontà di contrastare la violenza di genere, un problema che purtroppo è molto avvertito a Barrafranca.


Maria Grasso, presidente dell’associazione, ha ringraziato a sua volta il Sindaco ed ha presentato le nuove volontarie di Barrafranca: Stella Iraci (avvocato), Carmen A. Tomasello (operatrice), Simona Arena (avvocato) e Maria Concetta Bellanti (psicologa) che dopo avere affrontato il primo corso di formazione tenuto dall’associazione, sono entrate come socie effettive di DonneInsieme.

“Questo è un lavoro che non si può fare, senza la dovuta formazione – spiega Maria Grasso -; l’ambito del maltrattamento a donne e minori va affrontato in un certo modo dalle operatrici, psicologhe e avvocate che lavorano in un centro antiviolenza. Ma la formazione vale per tutti gli organismi che lavorano nel sociale, comprese le Forze dell’Ordine e gli operatori sociosanitari, al fine di creare una vasta Rete di sostegno per le vittime della violenza di genere.”

Maria Grasso spiega quale sia lo scopo della visita istituzionale a Barrafranca: “Noi vorremmo che il modello del nostro sportello antiviolenza e antistalking, unico nella provincia di Enna, fosse esportato anche a Barrafranca, dove la problematica del fenomeno è più grave di quello che si vede. “E’ come avere un ferito, signor Sindaco – continua la presidente –  e non avere l’ambulanza che lo possa soccorrere. Noi siamo l’ambulanza, ma abbiamo bisogno dell’Ospedale per poter soccorrere al meglio le nostre donne. Ciò significa che è necessario avere anche un appartamento per potere rifugiare le donne in caso di emergenza.

Il Sindaco si è detto disponibile, a nome della Giunta, ad aprire, all’interno del Comune stesso, uno sportello sul modello di quello armerino, dove inizialmente le nuove volontarie locali di DonneInsieme verranno affiancate dalle colleghe più esperte, che verranno appositamente da Piazza Armerina.   

“I casi di violenza di genere ci sono e arrivano spesso ai Servizi Sociali – afferma la dott.ssa Schirò – ma bisogna dare una riposta di emergenza ai casi che già esistono e soprattutto fare emergere il sommerso, che nella provincia ennese non è quantificabile.
Un centro antiviolenza a Barrafranca sarebbe opportuno, ideale e necessario.

Infine, alla chiusura dell’incontro, le volontarie di DonneInsieme hanno consegnato al Sindaco una richiesta scritta perché il Comune di Barrafranca si faccia promotore di una politica di genere nella Toponomastica, impegnandosi ad intitolare le prossime vie, piazze, scuole, musei, biblioteche e quant’altro, a figure femminili, locali o nazionali.

 

Rossella Murella

06
Dic

L'educazione all'affettività

Giovedì, 06 Dicembre 2012
Pubblicato in Donazione 5x1000

Partire almeno dall’età scolare, quando la famiglia non è sufficiente.
Insegnare ai bambini maschi il rispetto delle bambine femmine.
Insegnare loro l’amore per le donne.
Spiegare loro che la filosofia e la religione hanno sempre sbagliato, volutamente, criminalmente, perché hanno sempre detto che la donna è un essere inferiore.

Questo bisognerebbe ripetere ai bambini maschi, come un mantra: le donne sono la vita stessa degli uomini, sono la poesia, sono la bellezza e l’intelligenza, sono la conoscenza e la creatività.
Questo bisognerebbe “curare” nella mente umana maschile, infantile e adulta.
Si deve amarle, sempre, le donne.
Lavorare, ogni giorno, perché realizzino la loro identità.

Anche quando ci rendono folli, anche quando ci rendono la vita apparentemente più complicata: favorire in ogni modo che siano loro stesse, che siano libere.
Che siano donne. Perché soltanto così possiamo essere uomini.
Perché senza donne, noi uomini non esisteremmo nemmeno, non avremmo niente da dire, non avremmo niente da fare.

Se continueranno a uccidere le donne, gli uomini resteranno soli.
E scompariranno dalla faccia della Terra.
Come un brutto ricordo.


Paolo Izzo
04
Giu

Sandra Crescimanno

Lunedì, 04 Giugno 2012
Pubblicato in Eventi

 

Sandra Crescimanno era una ragazza con dei sogni.
Sogni piccoli, per grandi imprese. Portava i capelli corti, tagliati alla maschietto... ed era coraggiosa. Nel 1982 dopo il diploma decise di lasciare il suo paese, Piazza Armerina, e andare da sola a studiare a Venezia. Lontano da casa, da Enna, dalla Sicilia. Voleva studiare lingue orientali, la sua passione. Nel suo paese la guardavano con stupore e invidia. Non erano tante le ragazze che, trent’anni fa, partivano per andare a studiare al Nord Italia e per di più sceglievano lingue lontane.
Ma Sandra era una ragazza con dei sogni.
A Venezia conobbe un ragazzo più grande di lei. Era un professore di musica. Diventarono amici. Ma lui voleva di più. Voleva che Sandra diventasse la sua fidanzata. Lo voleva con forza. Divenne un’ossessione.
Forse Sandra avvertì qualcosa, forse...ma non ebbe il tempo di fuggire e di salvarsi. Sandra fu uccisa a Venezia il 25 gennaio 1983 dal suo amico musicista. Fu accoltellata. Non ferite mortali, ferite che la uccisero lentamente... Morì dissanguata. La trovarono nella sua stanza alcuni compagni di università, preoccupati perchè la piccola ragazza siciliana non andava a lezione.
Sandra a Piazza Armerina non é più tornata.

I compagni di scuola portarono a piedi la bara di Sandra dalla cattedrale fino alla parte nuova della città. Al funerale parteciparono anche i genitori del musicista, che chiesero perdono ai genitori di Sandra e alle sue sorelle.

È tutto ciò che so di Sandra. Quello che ho sentito oggi a Piazza Armerina. Ora sono a letto, con la piazza del paese a pochi metri e una grande luna tonda sulla testa. Ho appena cercato notizie di Sandra su google. Ho passato al setaccio l’archivio dell’Ansa. Ho indagato tra i vecchi pezzi di Repubblica. Niente. I primi archivi on-line nascono nel 1984.
L’omicidio di Sandra Crescimanno, fuori da questo paese, non lo ricorda nessuno. Anche perché il suo omicida, il giovane musicista, dopo averla uccisa, si tolse la vita, gettandosi dal balcone della scuola di Musica dove insegnava. Nessun giallo. Nessun risvolto noir. Solo i sogni di una ragazza siciliana con i capelli alla maschietto e un’ossessione mortale di un giovane musicista veneziano.

Io sono capitata a Piazza Armerina per caso. O forse non é giusto parlare di caso.
Sono capitata a Piazza Armerina perché una donna, Maria Grasso, dopo aver letto il mio Malanova, mi ha cercata, scelta, voluta per l’inaugurazione dello sportello antiviolenza (il primo della provincia di Enna) dell’associazione “Donne insieme-Sandra Crescimanno”.
In certi posti non ci si capita, ci si deve arrivare. E io sono stata chiamata.
A Maria che ha insistito per la mia trasferta siciliana (oh quanto!) continuavo a ripetere: “Ma io che testimonianza posso dare? Cosa c’entro? Non sono adeguata. Ho solo scritto un libro, ma non conosco la violenza sulle donne”.
E invece, oggi ho capito, che forse il regalo più grande che Malanova e Anna Maria Scarfò mi hanno fatto è stato darmi una possibilità: capire cosa accade prima di una violenza, durante, dopo...diventare più sensibile ai racconti, più forte nella voglia di reagire, più cosciente che le donne devono aiutarsi l’un l’altra, che le cose si devono chiamare con il loro nome, senza paura (mai), che la violenza si vince «con la cultura e con l’educazione al rispetto, con lo scardinamento di certi luoghi comuni» (come dice Maria Grasso), con «una forma di amore che si chiama sorellanza e con la consapevolezza e la stima in se stesse» (come dice Raffaella Mauceri del centro antiviolenza Le Nereidi di Siracusa).
Quella di oggi è stata una giornata lunga... in un paese color ocra, fatto di pietre e di acqua, di strade di mattoni e piccole luci come in un presepe, di donne e di forza.
Oggi ho conosciuto Sandra Crescimanno e tante donne come lei... che hanno dei sogni.

 

Cristina Zagaria

 

fonte: www.cristinazagaria.it


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